Pasquale Bruno
Pasquale Bruno

Dalla Juventus sei passato agli odiatissimi rivali del Torino, come nasce questo passaggio?

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"Torino é tutta granata, quindi tutti i miei migliori amici (tranne uno), quando si andava a cena…tutti Toro, Toro, Toro…
Addirittura quell'anno il Toro era in Serie B, facevamo il raduno con la Juve in Piazza Crimea, poi mi portavano a vedere il raduno del Toro in corso Vittorio Emanuele.

Alla Juve c'erano 500 persone, andavo a vedere questi del Toro, c'erano 1000, 2000, 3000 persone per una squadra in Serie B, tutti con la maglia del Toro, le bandiere…"

Pasquale Bruno: la decisione di passare dalla Juventus al Torino

"Una domenica mi portano a vedere un Torino Pescara al vecchio Comunale che all'epoca conteneva 70.000 persone. 7 a 0, poi il Toro fu promosso in Serie A.

Una goccia, due gocce, tre gocce e il vaso si é riempito. Ho detto, mamma mia che spettacolo!

Vinciamo Coppa Italia e Coppa Uefa, a fine campionato mi chiama Boniperti e dico devo firmare? No mi dice, no Pasquale".

Boniperti stupito dalla scelta di Bruno di andare al Torino

"Il giorno dopo ci incontriamo e mi dice, hai deciso dove vuoi andare? Al Toro, e lui No?!? Perché proprio da quelli? (lui il derby lo odiava).
Il Toro é indescrivibile, è una setta mistica, una cosa inspiegabile. Io non sono solo tifoso del Toro, sono spasimante.

E' nato questo amore incredibile suggellato dai risultati: il primo anno noi in Europa e la Juve fuori, il secondo anno vinciamo la semifinale col Real Madrid, il terzo la Coppa Italia.

Dopo il Grande Torino ed il Torino di Radice, il mio Toro é stata la squadra più forte della storia".